Lekh L'kha “Go out” B'resheet (Genesi) 12:1 - 17:27

8 Cheshvan 5768 - Ottobre 20, 2007

 

Mentre si studia Lekh L’kha, diventa ovvio che anche i migliori seguaci di HaShem non sono perfetti. Il conflitto che esiste in ognuno di noi può essere osservato nella vita di Abramo. In alcune occasioni Abramo era disposto ad avere fiducia in HaShem con tutto il suo cuore, la sua anima e la sua forza. In altre occasioni, Abramo non ebbe una piena fiducia in HaShem.

 Quando Abramo era disposto a seguire HaShem con tutto il suo cuore, la sua anima e la sua forza, egli lasciò la sua famiglia, i suoi amici e la vita che aveva conosciuto. B'resheet  12:1-4 versetti “Allora il Signore disse ad Abramo, Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra. Allora Abramo partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abramo aveva settantacinque anni quando lasciò Canaan.” Il totale impegno di Abramo verso HaShem garantì ad Abramo e ai suoi discendenti le benedizioni di HaShem. La buona volontà di Abramo nell’abbandonare tutto e seguire HaShem, era una componente essenziale della fede di Abramo.

Quando gli si domandò sulla vita eterna, lo stesso Gesù mette in risalto maggiormente la buona volontà del seguire i comandamenti. Marco 10:versetti17-21 “mentre usciva in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò, Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Gesù gli disse, Perchè mi chiami buono? Nessuno è buono se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre. Egli allora gli disse: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi.”

La buona volontà di Abramo nell’abbandonare tutto e seguire HaShem, era uno degli atti di fede più grandi nelle Sacre Scritture. Nonostante la sua salda fede, Abramo non era comunque perfetto. Infatti, la carne di Abramo vinse spesso il suo desiderio spirituale. Per esempio, per proteggersi Abramo volle dire agli Egiziani che Sara era sua sorella. B'reisheet 12: versetti 12-13 “quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno, Costei è sua moglie e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te”. La paura di Abramo verso la morte negò del tutto la grande fede che lui aveva dimostrato preziosamente. Abramo credette in HaShem quando giunse il tempo di abbandonare la casa dei suoi padri. Comunque Abramo non si affidò ad HaShem per la protezione dagli Egiziani. Di conseguenza Abramo concepì un proprio piano di protezione. Sfortunatamente, il piano di protezione di Abramo non diede protezione a nessuno ma solo a lui. Di conseguenza, il Faraone prese Sara nella sua famiglia. B'reisheet 12:15  “la osservarono gli ufficiali del Faraone e ne fecero le lodi al Faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del Faraone.” Nonostante la mancanza di fede di Abramo, HaShem stava ancora proteggendo gli interessi di Abramo. B'reisheet 12: versetto 17 “il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sara, moglie di Abramo.” La grazia di Hashem si estese su Abramo quando Abramo decise di proteggere se stesso. La carne di Abramo vinse il suo desiderio spirituale di servire HaShem.

Abramo temette che la serva della sua casa, Eliezer di Damasco, avrebbe ereditato la sua famiglia. Perciò Abramo volle un discendente che appartenesse alla propria stripe. B'reisheet 15: versetti 2-3 “Abramo rispose, Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Eliezer di Damasco? E Abramo aggiuse, Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede.” HaShem rassicurò Abramo che Eliezer non avrebbe ereditato la sua casa come descritto in B'reisheet 15:versetti 4-5, “non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede. Poi lo condusse fuori e gli disse, Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle, e aggiunse, Tale sarà la tua discendenza” le rassicurazioni di HaShem fortificarono la fede di Abramo. Perciò, la fede di Abramo vinse la sua paura carnale. Di conseguenza, la fede di Abramo che gli è stata annoverata come rettirudine. B'reisheet 15:versetto 6: “ egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.”

Sfortunatamente, Abramo non perseverò in una fede forte per ciò che riguardava il suo erede. Perciò, quando Sara ideò un piano per generare un discendente dal lignaggio di Abramo, attraverso Agar, Abramo fu d’accordo. B'reisheet 16: versetti 1-2 “Sara, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sara disse ad Abramo, Ecco, il signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava, forse da lei potrò avere figli e Abramo ascoltò la voce di Sara.Generare un discendente attraverso Hagar era il piano di HaShem. Di conseguenza, questa azione creò tensione nel campo. B'reisheet 16: versetti 3-4: “Così al termine di dieci anni da quando Abramo abitava nel paese di Canaan, Sara, moglie di Abramo, prese Agar l’egiziana, sua schiava, e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla ai suoi occhi.” Nonostante l’azione di Abramo e di Sara, HaShem li utilizzò ancora per benedire i discendenti di Abramo. B'reisheet 17: versetti 19-21 E Dio disse, No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui. Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l’anno venturo.” Anche se Abramo credette a HaShem e ciò si annoverò come rettitudine, la fede di Abramo venne meno. Nonostante la debolezza della fede di Abramo, HaShem continuò a lavorare attraverso Abramo.

Abramo non era perfetto. Perciò, c’erano dei momenti in cui Abramo non aveva la fede richiesta per avere fiducia in HaShem. Questa diventa palese quando si studia Lekh L’kha. In Lekh L’kha noi possiamo vedere che anche se Abramo era disposto a lasciare tutto e seguire HaShem, lui non era pronto a contare su HaShem per una protezione. Per questo motivo Abramo disse agli egiziani che Sara era sua sorella. La fede di Abramo è venuta meno anche nel suo desiderio di avere un erede di sangue. Di conseguenza, Abramo generò un bambino attraverso Agar. Nessuno di questi esempi era nella volontà perfetta di HaShem. Nonostante le azioni inappropriate di Abramo, HaShem continuò comunque a lavorare attraverso Abramo.

 L’imperfezione di Abramo non era la qualità che ha fatto di Abramo il padre delle nazioni. HaShem ha continuato a lavorare attraverso Abramo, perchè Abramo era ostinato. Nonostante le volte in cui Abramo ha fallito, Egli ha cercato di servire HaShem continuamente. Per questo motivo Abramo fu noto per la sua fede e non per i suoi fallimenti. Il libro degli Ebrei elenca anche Abramo come uno dei padri della fede. Ebrei 11: versetto 17 “per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio,”  Come credenti noi dovremmo imparare dall’esempio di Abramo. I nostri fallimenti non sono così importanti come la lotta continua per seguire HaShem. Ogni giorno noi abbiamo una nuova opportunità di servire HaShem. La persistenza piuttosto che la perfezione è la chiave che permette ad HaShem di lavorare attraverso noi continuamente.

By Rabbi Yaakov benYosef – ABOUT Torah